OFFICINE CENTRALE NETTI – L’industria nella natura

Come ho scritto nella pagina chi sono vivo a Orvieto in Umbria e tra le tante uscite domenicali una che mi ha entusiasmato veramente è la scoperta delle Officine Centrale Netti.

Quando si dice che per trovare delle bellezze non bisogna andare lontani questa è proprio la dimostrazione, è proprio accanto a casa mia. Quante volte siamo concentrati a vedere l’orizzonte e non vediamo quello che è a un passo da noi? Beh questo è uno di quei casi.

Pensate che si trova proprio ai piedi della rupe di Orvieto. Quindi amici se volete fare qualche giorno in questa bellissima cittadina e amate le attività outdoor questa non dovete proprio perderla. Soprattutto è una facile escursione di mezza giornata che potete fare anche con tutta la famiglia e se come me avete un cagnolino farete felice anche lui.

Officine Centrale Netti esempio di archeologia industriale

Oltre ad una passeggiata nei verdi boschi dell’Umbria avrete modo di vedere un gioiello dell’archeologia industriale.

Le Officine Centrale Netti è la prima centrale idroelettrica progettata e realizzata dall’ing. Aldobrando Netti, nel 1893. Ed il primo edificio ad accendersi ad Orvieto il 05 aprile del 1896 fu il Teatro Mancinelli seguito poi dall’illuminazione pubblica e dagli edifici di pubblica utilità. Epoca in cui in centro Italia solo Roma aveva la corrente elettrica.

Le Officine Centrale Netti è ubicata in un luogo suggestivo, isolata in un bosco di castagni secolari ricco di acqua sotto la sorgente potabile il Tione.

Con il tempo e il cambiare della portata d’acqua che alimentava la centrale è stata abbandonata ed ora si può ammirare come la natura si riprende quello che era suo. Oggi grazie alla riqualificazione del territorio è stata riscoperta ed i sentieri vengono manutenuti puliti dai volontari del CAI rendendola facilmente raggiungibile.

Passa un giorno in più ad Orvieto

Officine Centrale Netti vs Cascata del Montacchione

Se sei ad Orvieto in pochi minuti puoi raggiungere il punto di partenza del suo percorso, si trova sotto la rupe di Sugano tra Sferracavallo e Rocca Ripesena.

E’ possibile fare un breve percorso ad anello per visitarla o inserirla in un percorso un po più lungo. Raggiungi anche il laghetto di Sugano e poi la cascata del Montacchione.

Se avete tempo ve lo consiglio. La cascata si lancia sulle rocce di basaltina alte 30 metri immersa nel fitto bosco. Il giorno che ci sono stata era un caldo insopportabile ma entrata nei boschi mi sono rigenerata. Sono ottime attività per combattere la calura estiva. Poco impegnativa perché con pochi dislivelli e un percorso immerso quasi completamente nei boschi.

Se vuoi iniziare dalle Officine Centrale Netti ti consiglio di parcheggiare per la strada che da Sferracavallo va a Rocca Ripesena. Lascia la macchina vicino gli impianti sportivi dell’Oasi dei Discepoli, prosegui verso l’abitato di Rocca Ripesena fino ad arrivare ad una Chiesetta recentemente ristrutturata. Dalla Chiesa scendi in direzione Fosso del Leone.

Se invece vuoi iniziare dalla Cascata del Montacchione parcheggia davanti la chiesa della Gabelletta, la chiesa moderna che vedi andando verso Viterbo. Noterai che sei proprio ai piedi della rupe di Orvieto, quasi quasi se sei allenato e vuoi passare l’intera giornata per questa escursione puoi partire dal centro storico di Orvieto.

Una domenica a passeggio per la mia zona

Io e il mio compagno, che siamo un po matti, indovinate da dove abbiamo iniziato? Un altro posto ancora……da Sugano facendo un percorso ripido a scendere e non vi dico che salita per ritornare alla macchina!….. il giorno dopo mi facevano male i polpacci per la discesa.

Comunque … siamo arrivati nella piazza principale di Sugano dove abbiamo lasciato la macchina e presi i nostri bastoni abbiamo iniziato la discesa in direzione Centrale Netti seguendo una strada bianca ripida che dal paese porta alla zona sottostante con orti e casali abitati.

Arrivati a livello quasi di Sferracavallo ci siamo inoltrati nel bosco, da lì iniziano i segnali del CAI. Con una breve passeggiata finalmente abbiamo cominciato a sentire il rumore dell’acqua e seguendolo si è aperta davanti ai nostri occhi una costruzione ormai senza tetto e avvolta dalla vegetazione. Entrati dal portone verde ci siamo trovati uno spettacolo affascinante. Gli impianti sono ancora visibili. Ci sono 2 turbine a cucchiai del 1913 una aperta e una ancora integra.

Poi grazie al mio cane, Furia, che scavava insistentemente ci siamo resi conto che c’era una terza tubina alcuni metri sotto il suolo ancora perfettamente conservata.

Ormai il corso d’acqua che passa accanto alla costruzione ha le sembianze di un ruscello ma molto affascinante perché si fa largo tra le rocce creando un percorso articolato e noi che amiamo esplorare lo abbiamo risalito per un pezzo notando che nei boschi ancora si trovano pesanti tubature in ghisa.

Officine Centrale Netti verso Cascata del Montacchione

Esplorata un po la zona tutta intorno ci siamo diretti verso il laghetto di Sugano, abbiamo ripreso la strada bianca che scende da Sugano e poco distante troviamo il laghetto, in realtà noi lo conosciamo bene perché spesso andiamo per rilassarci. Il laghetto è in pratica accessibile solo con un passaggio a piedi perché fa da confine a 3 proprietà private ed ha una sola piccola spiaggetta, questo lo rende un posto isolato.

Attraversato il lago da una parte all’altra si sbuca sui famosi “tornanti di Buonviaggioo” sulla strada che da Orvieto porta a Viterbo, questo è l’unico punto in cui la magia svanisce ma basta attraversare la strada asfaltata e ci si immerge nuovamente nella fitta vegetazione umbra questa volta in direzione Cascata del Montacchione.

Camminando abbiamo incontrato un capriolo e tra gli alberi che ogni tanto aprivano le fronde scorgevamo Orvieto e la sua rupe. Questo tratto è spettacolare è la zona più bella per il panorama su Orvieto. Infatti ci troviamo poco sotto il Belvedere.

Officine Centrale Netti – Laghetto di Sugano

Lo spettacolo della Cascata del Montacchione

Più ci dirigiamo verso la cascata più la vegetazione diventa fitta, le pietre di basaltina sempre più umide e cariche di muschio. Quanto è bella questa zona! Ed io non la conoscevo! Nemmeno 2 Km da dove abito da 30 anni.

Raggiunto il corso d’acqua con dei massi enormi ci siamo divertiti a risalirlo saltando da una pietra all’altra stando attenti a non scivolare e siamo arrivati alla cascata. Uno spettacolo mozzafiato! Non avei mai immaginato che vicino casa mia ci fosse una cascata tanto suggestiva!.

Come non si può non buttarsi sotto il getto? Abbiamo passato un po di tempo bagnati seduti sui massi ad ammirare questo spettacolo e poi via ci siamo diretti in direzione Sugano. Certo siamo stati veramente matti dopo quella camminata ci rimaneva solo la salita. Ma per me quella domenica è stata una delle più belle passate a casa.

A proposito le Officine Centrale Netti oggi è candidata a “Luogo del Cuore” del FAI.

E’ possibile esprimere il proprio voto cliccando su questo link: https://www.fondoambiente.it/luoghi/officine-centrale-netti

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